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La vulnerabilità sismica è la propensione di una struttura a subire un danno di un determinato livello a fronte di un evento sismico di una data intensità. Una delle cause principali di morte delle persone durante un terremoto è il crollo delle abitazioni e di altri edifici. Per ridurre le perdite di vite umane, è necessario rendere sicure le strutture edilizie per evitare che subiscano danneggiamenti a causa di un forte terremoto. Bisogna, tuttavia, stabilire anche quali costi siamo disposti ad affrontare per costruire case sicure. Oggi, le norme per le costruzioni in zone sismiche prevedono che gli edifici non si danneggino per terremoti di bassa intensità, non abbiano danni strutturali per terremoti di media intensità e non crollino in occasione di terremoti forti, pur potendo subire gravi danni. Questi criteri sono finalizzati innanzi tutto alla protezione degli occupanti e poi degli edifici, nei limiti di un costo economicamente ragionevole.

Durante un terremoto un edificio si può danneggiare in diversi modi e riportare danni strutturali (agli elementi portanti dell’edificio, come pilastri, travi, setti murari) e danni non strutturali (agli elementi che non determinano l’instabilità dell’edificio, come camini, cornicioni, tramezzi, tamponature). E’ difficile prevedere quale sia il tipo di danno che si può verificare durante un terremoto e dipende dal tipo di struttura dell’edificio (muratura, calcestruzzo armato, acciaio), dipende dall’età, dalla configurazione della struttura, dai materiali di costruzione, dalle condizioni del luogo dove è stato costruito, dalla vicinanza con altre costruzioni e da elementi non strutturali.

Molti capannoni artigianali e industriali, sopratutto quelli costruiti prima del 2008, sono stati progettati e realizzati senza criteri antisismici e con elementi strutturali non adeguatamente vincolati tra loro.

E’ quindi compito dei responsabili delle strutture produttive e dei tecnici la valutazione della vulnerabilità e degli interventi per le costruzioni in zona sismica .

Normalmente le principali carenze strutturali per capannoni prefabbricati sono :

– Mancanza di collegamenti tra elementi strutturali verticali ed elementi orizzontali e tra questi ultimi tra loro;

– Presenza di elementi di tamponatura prefabbricati non adeguatamente ancorati alle strutture principali;

– presenza di scaffalature non controventate portanti materiali pesanti che possono, nel collasso, coinvolgere la struttura principale causandone il danneggiamento ed il collasso.

Metodi classici di adeguamento antisismico.

Le tradizionali tecniche di adeguamento antisismico si riducono a due categorie, una basata sui principi classici della progettazione, con incremento della resistenza e della rigidezza, e l’altra basata sulla riduzione della massa. 
La prima tende a un aumento della capacità di risposta sismica e la seconda tende a ridurre la domanda sismica. Però, essendo la progettazione antisismica diversa da quella ordinaria, entrambe le filosofie possono, se mal gestite, addirittura risultare inefficienti ed, estremizzando, persino peggiorare la situazione di partenza. Se infatti si sceglie di incrementare la resistenza, quindi la rigidezza, assunto quale periodo fondamentale della struttura prima dell’adeguamento Tpre, con domanda di pseudo-accelerazione pari a Spre, il periodo fondamentale viene ridotto da Tpre a Tpost, con una domanda in termini di pseudo-accelerazione di Spost, maggiore rispetto a Spre.

Noi, di EDIFICI + SICURI utilizziamo le tecniche d’intervento più moderne.
Accanto alle tecniche tradizionali di intervento, le più moderne tecniche di adeguamento sismico degli edifici esistenti sono basate sul controllo della risposta strutturale, mediante isolamento sismico e dissipazione di energia.

Classificazione della vulnerabilità

La vulnerabilità sismica consiste nella valutazione della propensione di persone, beni o attività a subire danni al verificarsi dell’evento sismico. Essa misura da una parte la perdita o la riduzione di efficienza, dall’altra la capacità residua a svolgere e assicurare le funzioni che il sistema territoriale nel complesso normalmente esplica a regime. Nell’ottica di un analisi completa della vulnerabilità si pone il problema di individuare non solo i singoli elementi che possono collassare sotto l’impatto del sisma, ma di individuare e quantificare gli effetti che il loro collasso determina sul funzionamento del sistema territoriale.

Con riferimento alla foto n.1 della galleria le componenti che concorrono alla definizione del concetto di vulnerabilità possono essere distinte in:

Vulnerabilità diretta: definitiva in rapporto alla propensione del singolo elemento fisico semplice o complesso a subire collasso (ad esempio la vulnerabilita’ di un edificio, di unviadotto, o di un insediamento).

Vulnerabilità indotta: definitiva in rapporto agli effetti di crisi dell’organizzazione del territorio generati dal collasso di uno degli elementi fisici (ad esempio la crisi del sistema di trasporto indotto dall’ostruzione di una strada).

Vulnerabilità differità: definitiva in rapporto agli effetti che si manifestano nelle fasi successive all’evento e alla prima emergenza e tali da modificare il comportamento delle popolazioni insediate (ad esempio il disagio della popolazione conseguente alla riduzione della base occupazionale per il collasso di stabilimenti industriali).